Editorialisti

15 Luglio 2009

La necessità di fare sistema

Vito Sinopoli

 

Le dinamiche sempre più complesse e globali con cui oggi tutti devono confrontarsi mostrano che è arrivato il momento per l’intera filiera di fare sinergia e di muoversi su obiettivi comuni, accantonando, seppur a fatica, i traguardi aziendali e le logiche settoriali nel nome di uno sviluppo globale. Il motivo è molto semplice: se da un lato infatti la voce di un singolo operatore, sia esso dell’industria o della distribuzione, può avere un certo peso specifico, quella di una categoria di operatori o di una intera filiera ne ha ovviamente molto di più. È una considerazione che difficilmente può trovare smentita.
Come si legge nell’intervista, interna a questo numero, a Mario Franzino in qualità di capogruppo bianco di Confindustria Ceced Italia, il fatto che ci sia un’associazione di categoria deve determinare una maggiore coesione di tutti gli associati, oltre che una comunione di intenti, al fine di trovare delle soluzioni comuni a tutti in grado di aiutare il mercato in sofferenza. Questa presa di coscienza deve avvenire in considerazione del fatto che oggi non c’è solo in gioco il futuro e lo sviluppo delle singole realtà industriali e distributive ma, ben più importante, la costruzione del mercato futuro, quello che si prospetta una volta passata la crisi.
La necessità di recuperare valore, non tanto da marginalità sempre più in sofferenza ma piuttosto dall’ottimizzazione dei flussi e dei processi, rende sempre più centrale il ruolo della costruzione dell’efficienza lungo tutta la filiera. E in questo compito, un ruolo attivo lo deve avere anche il trade che però, per quanto riguarda le singole insegne, tende a fare prevalere gli interessi individuali. Attenzione però che, a lungo termine, questa strada porta inevitabilmente alla valorizzazione del peso del singolo operatore e non degli interessi dell’intera filiera.

Vito Sinopoli

Nato a: Rho (MI) il 15/03/1964.

In Editoriale Duesse da: sempre.

Esperto in: NIENTE.

Quando non scrive su Business People si occupa di: sto con i miei ragazzi, leggo fumetti, vado al cinema, sento musica e vedo gente.

Cosa gli piace: mia moglie, correre, frequentare mostre e musei, la musica black.

Non ama: i moralisti, i giornalisti tromboni, i reality, i logorroici.

Il film rivisto più volte: IL PADRINO.

L'artista musicale preferito: Stevie Wonder e David Bowie.

Il libro: le lettere di Berlicche (CS Lewis)


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