Editorialisti

11 Giugno 2012

La disfatta Limoni

Chiara Grianti

È passato esattamente un anno da quando, proprio da questo spazio, annunciavamo l’acquisto da parte di Bridgepoint, già controllante di Limoni Profumerie, di La Gardenia.
E prospettavamo il difficile e lungo lavoro che sarebbe stato necessario fare per razionalizzare e sviluppare il nuovo polo di profumerie. Parlavamo di investimenti e di strategie che non potevano essere di breve periodo. Eppure dopo solo un anno, dopo aver siglato contratti di acquisto congiunti con i fornitori e aver speso almeno 7,5 milioni di euro (a fine 2011) in comunicazione per un campagna advertising firmata La Gardenia | Limoni, Bridgepoint ha ceduto le sue quote di Limoni alle banche, le quali stanno decidendo se vendere - magari spezzettando la rete tra 4 o 5 acquirenti - o attuare un ulteriore piano di risanamento. Ma chi è in grado di accollarsi tutti i debiti contratti negli ultimi anni dalla catena? Difficilmente le banche non procederanno a un concordato preventivo per cercare di accordarsi con i fornitori a proprio vantaggio ovvero riducendo l’entità del dovuto alle diverse case cosmetiche. L’alternativa è che Limoni - primo player del mercato italiano con oltre 500 profumerie e migliaia di dipendenti - fallisca. Che si proceda al concordato preventivo o fallimentare sarà un duro colpo per tutta l’industria cosmetica e soprattutto per quelle aziende che, nonostante i segnali negativi che si sono profilati in questi mesi all’orizzonte, si sono esposte maggiormente o non hanno messo riserve a bilancio per contenere il danno. Il contraccolpo di quanto succederà a Limoni sarà enorme per tutto il canale selettivo perché anche gli altri retailer saranno danneggiati a catena dalle perdite provocate all’industria e dalle loro minori risorse da dedicare al canale. Non sappiamo cosa decideranno le banche e non possiamo fare altro che attendere, nella speranza che chi prenderà in mano le sorti di Limoni possa essere più lungimirante e meno legato a logiche finanziarie di brevissimo periodo.

Chiara Grianti

Nata a: Castellanza (Va) il 26 agosto 1977
In Editoriale Duesse dal: 1 aprile 2004
Mi piace: ridere, John Belushi, passare del tempo con mia figlia Olivia e il buon senso
Non mi piace: il lunedì e tutte le giornate che sembrano dei lunedì
Quando non scrivo su BEAUTY BUSINESS mi occupo di: giocare con Olivia!
Citazione: “Ti prego, non ucciderci. Ti prego, ti prego non ucciderci. Lo sai che ti amo, baby. Non ti volevo lasciare, non è stata colpa mia. (…) Non ti ho tradito, dico sul serio, ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre ed è crollata la casa. C’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!” John Belushi all’ex fidanzata Carrie Fisher, The Blues Brothers


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