09 Novembre 2011

L’innovazione che aumenta il desiderio

share Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

La parola d’ordine che nel 2011 ha accomunato tutti i settori dell’arredobagno è stata innovazione. Un esempio su tutti è il comparto delle piastrelle in ceramica che, dopo anni di fatturati in rosso, è riuscito a crescere del 5% nel primo semestre grazie all’export, ma anche grazie a una lieve ripresa del mercato interno. Mossa vincente per il comparto è stata investire in tecnologie per arrivare a nuovi utilizzi d’uso della ceramica (si veda l’ampio articolo a pag. 56). I maggiori investimenti sono stati indirizzati alle piastrelle realizzate con le nuove tecniche digitali in grado di riprodurre esattamente i materiali naturali e che, proprio grazie a questa caratteristica, escono dal bagno e si collocano anche in tutti gli ambienti della casa; oppure sui formati (dal mosaico, alle maxi lastre di oltre un metro, fino a micro spessori) che permettono un uso indifferenziato per indoor e outdoor. È continuata anche la ricerca sui rivestimenti ecosostenibili perché sono proprio questi che, da una parte assicurano ai produttori italiani un posizionamento alto nel mercato internazionale, e dall’altra permettono di elevare la competizione con i produttori esteri, soprattutto turchi e cinesi.
Un altro comparto che quest’anno ha reagito, un po’ più a fatica, ma con grande energia, è quello della ceramica sanitaria. Sono diverse, infatti, le aziende che hanno risposto alla crisi con una gran dose di creatività, di sperimentazione e soprattutto valorizzando il made in Italy. Esempi evidenti di questa strategia sono i marchi del Distretto di Civita Castellana che hanno creduto nello sviluppo del prodotto. Spiccano su tutti Flaminia e Simas, che quest’anno hanno spinto al massimo l’acceleratore sul design e hanno scelto di puntare su innovazioni cromatiche
riportando il primo, i colori tenui tipici degli anni 50 anche in versione mat, il secondo, i colori pop per un bagno moderno e adatto a un consumatore giovane e di tendenza.
Il comparto che ha sofferto di più e che ha avuto un anno di sostanziale stallo a causa dall’immobilità del mercato interno che perdura ormai da due anni, è l’arredobagno. Questo comunque non ha fermato gli investimenti, ma, anzi, è proprio nei mobili e nella rubinetteria che si sono visti gli sforzi più apprezzabili.
Per esempio, Webert che, oltre ai rubinetti, è entrata nell’area beauty con una proposta innovativa di lavabo, Gran Tour che ha aumentato il mix di prodotto e, oltre ai mobili, ha proposto anche una serie di box doccia, antoniolupi, con la linea Oio in polietilene, è entrata in un segmento per un target giovane a un prezzo democratico, e Teuco che si è ripresentata al mercato con una nuovo volto offrendo un total look per il bagno.
Questi sono ovviamente solo alcuni degli esempi della vitalità che ha caratterizzato la produzione quest’anno, ma è chiaro l’orientamento: conquistare il consumatore e indurlo a sognare e a desiderare di più.