Editorialisti

06 Maggio 2016

Un salone di rottura

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

A qualche settimana dalla sua conclusione possiamo affermarlo: è stato un buon Salone. Nei due padiglioni del Bagno - e non solo - abbiamo visto fermento e respirato un’aria positiva che mancava da tempo. Professionisti, visitatori, tanti curiosi e appassionati di design. E i negozianti. Ecco, è questo quello che ci ha dato più soddisfazione: vedere il retail finalmente presente in fiera e agli eventi in città. Possiamo dire che il nostro appello alla distribuzione di qualche mese fa sia stato accolto? Sì, e ne siamo contenti. In molti ci avete fatto avere il vostro pensiero e ci avete espresso la volontà affinché il Salone diventi “una fiera per tutta la filiera”. Per questo ci siamo fatti sostenitori anche con le associazioni perché riteniamo che il retail non debba essere né l’anello debole né quello mancante. In più, crediamo che il “ritorno” dei rivenditori italiani in questa edizione non confermi solo la validità della fiera come momento topico dedicato al design, ma anche una fiducia nella ripresa del mercato interno. Questa è sostenuta anche dai dati che sono, oggi più che mai, incoraggianti. Il mercato dell’arredo in generale ha registrato 11,6 miliardi di euro nel 2015 e, sebbene si sentano ancora gli scossoni causati dagli anni di profonda crisi, le vendite hanno registrato un +1% grazie anche al bonus mobili (le stime indicano che l’incentivo, a fine anno, inciderà sul giro d’affari per 4 miliardi di euro grazie alla proroga e all’estensione alle giovani coppie). I presidenti delle varie associazioni di categoria, Snaidero di FederlegnoArredo in primis, sono sempre cauti, ma più positivi. E oltre a enfatizzare un’edizione da record - 372 mila visitatori pari a 4% in più rispetto a due anni fa e la grande affluenza di operatori professionali (moltissimi esteri) e privati ottenuta grazie alla cooperazione di tutti - ribadiscono che il mercato interno si affronta solo se tutti i player fanno gioco di squadra. Sembra più nitida, quindi, la strada che il mercato deve percorrere, arredobagno compreso. Industria, retail e associazioni devo cooperare per raggiungere obiettivi comuni che, se fattibili e ben focalizzati, non tarderanno a mancare. Certo, anche l’export, perché è quello che in questi anni ha dato una boccata d’ossigeno (+4,4% raggiungendo i 988 milioni di euro). Ma non dimentichiamoci che il mercato vale complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro, il 60% dei quali però realizzati in Italia, quindi l’economia e i consumi interni sono e devono rimanere una priorità per tutti e, a nostro avviso, vanno sostenuti con tutti i mezzi disponibili. Un passo obbligatorio è che i player lavorino ancora più in sinergia per trovare nuove strade per valorizzare il canale (a pag. 26 ci sono degli esempi) e attirare un cliente che ricerca progetti, non semplici prodotti, e mette al primo posto la personalizzazione e il servizio. Ma bisogna iniziare subito per non far svanire il mood positivo che ha lasciato questo Salone, che ricorderemo tutti come un’edizione di cambiamento e soprattutto di rottura.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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