Editorialisti

02 Marzo 2016

Un Salone per tutti

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Servono ancora le fiere di settore? Ma soprattutto, hanno ancora un ruolo strategico per la filiera? Il mercato se lo chiede da tempo soprattutto perché negli ultimi anni non tutte le manifestazioni sono riuscite a fare il cambio di passo che il comparto richiede a gran voce. Un esempio sotto gli occhi di tutti è il Cersaie, che per decenni è stato l’evento di riferimento, ma che oggi non riesce più a fare da specchio al nostro settore perdendo quasi del tutto l’aura che lo circondava. Questo perché, come sostengono anche molti imprenditori, è rimasto immobile, non ha voluto modernizzare il format, e ha avuto la presunzione di pensare di essere, nonostante tutto, un evento indispensabile. Ovviamente tutto questo gioca a favore di Milano in primis, e Francoforte poi, che, al contrario, crescono e si rafforzano diventando un richiamo sempre più forte. Questo accade perché sono due fiere che hanno una precisa e forte identità, investono e comunicano efficacemente e hanno messo in campo azioni di marketing mirate creando così un tam tam mediatico impattante ed efficace. Ma soprattutto hanno dimostrato di saper ascoltare l’industria e le associazioni per lavorare in sinergia e trasformare insieme una manifestazione in un evento di richiamo. E, in fondo, è questo quello che chiedono le aziende a una fiera: potersi sentire rappresentate da un evento che, se ben sfruttato, permetterà loro di avere un’importante visibilità, anche oltre confine, per almeno un anno. La prossima edizione della biennale del bagno, intorno alla quale c’è già una grande attesa, sarà un esempio di quanto appena detto. Vi possiamo già anticipare che ci saranno più metri quadri, più espositori, più spazio per il progetto e la sperimentazione (si parlerà molto di contaminazione e personalizzazione) e una platea ancora più internazionale (oltre il 30%). A nostro avviso non manca nulla, ma l’unica cosa sulla quale bisogna prestare più attenzione, è il target dei rivenditori che, essendo poco considerato, risulta carente. Il Salone non nasce certo come una fiera retail (ma questo non significa che non lo possa includere), e la sua aspirazione è quella di guardare sempre più fuori dall’Italia per richiamare operatori da altre nazioni, accrescere l’immagine e sostenere i produttori nell’export. Ma l’Italia? Non per questo deve essere trascurata. Il primo errore da non commettere è, infatti, quello di non spostare troppo il baricentro dal nostro Paese a fuori confine. Ci vuole il giusto equilibrio affinché Italia ed estero, retail e progettisti possano convivere tutti sotto un’unica manifestazione che, se ben organizzata, potrà diventare il riferimento di tutto il mondo arredo. Per questo riteniamo che la distribuzione non possa mancare al Salone ma, per essere così, bisogna che l’industria, insieme alle associazioni, coinvolga e richiami maggiormente i suoi clienti partner creando momenti ad hoc anche per loro. Del resto, per mostrarsi grandi e forti fuori, bisogna prima esserlo nel proprio Paese quindi, nel progetto di costruzione del valore, immagine e brand (lavoro che si fa soprattutto durante un evento fieristico), non ci si può dimenticare dell’anello più importante e qualificato che ha il compito di veicolare questi concetti al consumatore e al progettista: il retail specializzato.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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