Editorialisti

03 Novembre 2015

La strada dell’efficienza

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Da quando il mercato ha cominciato a registrare segnali negativi ci sono due parole che industria e retail devono far diventare una priorità: ottimizzazione ed efficienza. Lo sforzo più considerevole che devono fare è, infatti, quello di ridurre o eliminare tutto ciò che è diventato uno spreco o inefficiente e, al contempo, trovare nuovi ambiti di profitto. L’obiettivo è contenere il più possibile i costi e diventare maggiormente snelli e flessibili per adeguarsi a un mercato che, sicuramente si è ridimensionato, ma che continua a richidere elevati livelli di competitività. Per i produttori, per esempio, non è più tempo di investire in rendering audaci che non diventeranno mai proposte concrete, oppure in prodotti simili fra loro che rischiano di cannibalizzarsi e appiattire l’offerta. O, ancora, in progetti strani a tutti i costi, eccessivi nella forma e nel costo, a cominciare dalla loro realizzazione. Il mercato, oggi, non richiede né abbondanza, né ridondanza, né azzardi, ma un’offerta ragionata, lineare e coerente con le richieste degli utilizzatori, e che abbia un posizionamento più adeguato. Anche per il retail, che per anni ha trascurato gli ambiti del business che non garantivano una corretta redditività, oggi c’è da lavorare. A partire dai magazzini, ancora troppo pieni di articoli acquistati solo perché convenienti, ma poi difficili da smaltire. O dalle esposizioni che dedicano ancora troppi metri quadri o vetrine a un’offerta dal forte impatto estetico, ma incapace di garantire adeguati livelli di fatturato e profitto, il tutto a discapito di prodotti più semplici, ma più adeguati, che, se esposti in modo più efficace, garantirebbero una rotazione più elevata e qualche punto di margine in più. E ancora, ottimizzare - e vale per entrambi gli schieramenti - significa razionalizzare, per lavorare con meno clienti, ma in modo migliore; studiare il target al quale ci si vuole rivolgere per non disperdere energie e denaro per tentare di accontentare tutti. Oppure dedicare più tempo alla formazione per elevare il livello di competenza e di preparazione dei dipendenti, o monitorare i processi più rilevanti per avere sotto controllo il tasso di conversione, tempo di evasione ordini, il valore e la rotazione del magazzino, il sell out…Questi sono, ovviamente, solo alcuni esempi, ma ogni imprenditore attento sa quali sono le falle del proprio business e che soluzione adottare per operare con maggiore efficacia. A partire da una comunicazione maggiore e più trasparente con i partner, da una condivisione di valori, obiettivi e soprattutto dati che sono, in questo caso, più che mai essenziali.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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