Editorialisti

15 Gennaio 2013

Muri da scavalcare

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Sono diverse le criticità che caratterizzano da tempo il nostro settore. La più delicata è sicuramente quella che riguarda la gestione del capitale intellettuale perché ancora non tutti hanno compreso che è un driver importante per la creazione del valore. Ne parliamo perché negli ultimi anni siamo passati sempre più da un’economia basata prettamente sull’industria e sui servizi, a una della conoscenza e delle relazioni, il che significa che la componente degli asset intangibili assumerà sempre maggior importanza e, per perseguire un obiettivo di profitto, bisognerà associarlo alla massimizzazione del valore per il cliente. In più, il consumatore ha definitivamente cambiato atteggiamento e tende al value for money quindi, per trasmettere il giusto valore (qualitativo ed economico) di un prodotto o di un servizio, è necessario potenziare e investire sul capitale intellettuale, umano, organizzativo e relazionale della propria azienda, perché sono le persone che lavorano insieme a voi, direttamente o indirettamente (venditori, addetti alla sala mostra, agenti e dipendenti) a dover svolgere questo delicato compito.
Per molte realtà del nostro settore, credere che lo sviluppo della propria azienda passi attraverso il “soggetto” e non attraverso l’”oggetto” è ancora un muro da scavalcare perché presuppone un grande cambio di prospettiva, non sempre facile da attuare, ma non impossibile. Basta guardare quegli imprenditori lungimiranti che ci sono riusciti. Come riconoscerli? Sono quelli che hanno sposato il concetto “non esiste fatturato disgiunto dalla valorizzazione delle risorse umane” e hanno messo la persona al centro del business. E il mercato, che oggi premia solo chi ha coraggio di fare delle scelte e di cambiare, sta dando loro ragione (tanto che stanno avendo buoni risultati, anche a due cifre) nonostante la drastica contrazione, al contrario, di chi, invece, galleggia perché non riesce a trasmettere il valore di quello che è e di quello che vende.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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